Voglio liberarmi delle frasi di circostanza, dei "Come va?" e del tempo che fa.
Voglio liberarmi dei saluti forzati, dei sorrisi generici e finti,
che esprimono tutto tranne felicità.
Voglio liberarmi dei luoghi comuni e dei discorsi prefabbricati,
svenduti come surgelati.
svenduti come surgelati.
Voglio liberarmi del giusto e dello sbagliato, per capire cosa è vero e cosa no.
Voglio liberarmi dei guanti, degli occhiali da sole, degli auricolari,
di tutto ciò che distorce i sensi, che non li fa agire naturalmente.
Voglio liberarmi delle classifiche e delle liste, delle statistiche e dei test.
Voglio liberarmi del telecomando, che tanto poi sceglie quello che vogliono loro,
dello schermo piatto, dei cristalli liquidi, delle tv al plasma.
Voglio liberarmi del “Tutto intorno a te”, del “Non smettere di sognare”,
e del “Prenditi cura di te”.
Voglio liberarmi degli impulsi elettromagnetici con i quali ormai comunichiamo,
delle abbreviazioni che scarnificano le parole.
Voglio liberarmi dei prezzi dell’acqua, del pane, dei libri e dei biglietti.
Voglio liberarmi delle diete, delle abbronzature artificiali, dei correttori,
dei fard, dei make-up, del laser e della chirurgia plastica.
Voglio liberarmi delle vitamine, degli antidolorifici, delle sostanze,
delle barrette energetiche.
Voglio liberarmi delle dipendenze e della fretta inutile.
Voglio liberarmi dei contratti, dei compromessi, delle sfide impossibili e
delle scelte forzate.
Voglio liberarmi delle scommesse e delle minacce.
Voglio liberarmi del buonismo, dell’orgoglio cieco,
della presunzione, della passività, dell’indifferenza,
del perfezionismo e dell’eccellenza.
Voglio commettere un errore qualche volta senza farne una tragedia.
Voglio, quando sono stanca, stendermi per terra e riposare.
Voglio abbassare il volume se mi fa male la testa.
Voglio urlare quando sento la gioia vibrare nel corpo.
Voglio fermarmi se qualcosa non va’.
Voglio spogliarmi di tutti i vestiti, tutte le maschere,
di tutti i “Ciò che dicono di me”,
di tutti i “Ciò che dicono di me”,
di tutti gli specchi e le immagini riflesse, di tutti i modelli e i miti,
di tutti i "Cosa voglio fare?”, “Cosa voglio avere?”,
di tutte i punti, le virgole,
di tutte i punti, le virgole,
i punti e virgola e i due punti, di tutte le scuse e le giustificazioni,
di tutti gli eccessi e i minimi.
Voglio vedere il buio nella testa e nel corpo, esplorarne la profondità,
sondarne il silenzio, la pace.
Voglio stare nuda davanti alla mia vita e fare l’amore con lei.
Ma che scherzi, certo che mi fa piacere se riporti di Dylan.
RispondiEliminaciao, silvano.