sabato 28 gennaio 2012

La Moda


Abito dismesso, bucato, sdrucito, 
stretto perché scomodo, scomodo perché stretto, 
troppo stravagante, impossibile da recuperare, 
forse buono per essere dato ad un qualche barbone. 
La Moda acceca l'essenza, 
il suo luccichio fa perdere di vista ciò che è importante, anzi, 
lo fa vedere sotto una luce diversa, una luce misera, che mette all'angolo. 
La Moda sostituisce, non lascia spazio agli accostamenti.
La Moda è imperante, totalizzante. 
La Moda detta, non è dettata. 
La Moda proclama a gran voce e si fa vedere, irreprensibile ed appariscente. 
Abiti di seconda mano, è giunta la vostra fine! 
D'ora in poi, nessuno spazio all'inventiva, 
alla diversità, misure unisex, monocromatismi: 
unico flusso catalizzatore che sfocia nel nulla, che si finge tutto.
Le scuciture? Annullate!
Le maglie larghe? Azzerate!
I capi difettosi? Annientati!
La Moda mastica, inghiotte, travolge, la moda offusca tutto il resto. 
La Moda è tremendamente falsa. 
E' abitudinaria, eppure si maschera da novità. 
E' omologatrice, però sembra fornirti un'ampia gamma di scelte. 
E' viscida, perché accattivante. 
E' eterna dittatrice, pur parendo passeggera.  
La Moda ti rende inautentico, ti rende uguale a se stessa. 
La Moda fagocita la libertà, 
e l'unica possibilità che rimane per restare se stessi, 
è andarci contro. 
Non importa il senso di solitudine, 
non importano gli scherni di chi la segue, di chi le è asservito, 
non importa il sentirsi a disagio, disadattati e dissociati.
Non importa l'essere nudi, crudi e ruvidi.
La Moda non mi avrà mai.
La Moda non mi merita. 

venerdì 13 gennaio 2012

Fare l'amore con la vita

Voglio liberarmi delle frasi di circostanza, dei "Come va?" e del tempo che fa.
Voglio liberarmi dei saluti forzati, dei sorrisi generici e finti, 
che esprimono tutto tranne felicità.
Voglio liberarmi dei luoghi comuni e dei discorsi prefabbricati, 
svenduti come surgelati.
Voglio liberarmi del giusto e dello sbagliato, per capire cosa è vero e cosa no.
Voglio liberarmi dei guanti, degli occhiali da sole, degli auricolari, 
di tutto ciò che distorce i sensi, che non li fa agire naturalmente.
Voglio liberarmi delle classifiche e delle liste, delle statistiche e dei test.
Voglio liberarmi del telecomando, che tanto poi sceglie quello che vogliono loro, 
dello schermo piatto, dei cristalli liquidi, delle tv al plasma.
Voglio liberarmi del “Tutto intorno a te”, del “Non smettere di sognare”, 
e del “Prenditi cura di te”.
Voglio liberarmi degli impulsi elettromagnetici con i quali ormai comunichiamo,
delle abbreviazioni che scarnificano le parole.
Voglio liberarmi dei prezzi dell’acqua, del pane, dei libri e dei biglietti.
Voglio liberarmi delle diete, delle abbronzature artificiali, dei correttori, 
dei fard, dei make-up, del laser e della chirurgia plastica.
Voglio liberarmi delle vitamine, degli antidolorifici, delle sostanze, 
delle barrette energetiche.
Voglio liberarmi delle dipendenze e della fretta inutile.
Voglio liberarmi dei contratti, dei compromessi, delle sfide impossibili e 
delle scelte forzate.
Voglio liberarmi delle scommesse e delle minacce.
Voglio liberarmi del buonismo, dell’orgoglio cieco, 
della presunzione, della passività, dell’indifferenza, 
del perfezionismo e dell’eccellenza.
Voglio commettere un errore qualche volta senza farne una tragedia.
Voglio, quando sono stanca, stendermi per terra e riposare.
Voglio abbassare il volume se mi fa male la testa.
Voglio urlare quando sento la gioia vibrare nel corpo.
Voglio fermarmi se qualcosa non va’.
Voglio spogliarmi di tutti i vestiti, tutte le maschere, 
di tutti i “Ciò che dicono di me”, 
di tutti gli specchi e le immagini riflesse, di tutti i modelli e i miti, 
di tutti i "Cosa voglio fare?”, “Cosa voglio avere?”, 
di tutte i punti, le virgole, 
i punti e virgola e i due punti, di tutte le scuse e le giustificazioni, 
di tutti gli eccessi e i minimi.
Voglio vedere il buio nella testa e nel corpo, esplorarne la profondità, 
sondarne il silenzio, la pace.
Voglio stare nuda davanti alla mia vita e fare l’amore con lei.