Abito dismesso, bucato, sdrucito,
stretto perché scomodo, scomodo perché stretto,
troppo stravagante, impossibile da recuperare,
forse buono per essere dato ad un qualche barbone.
La Moda acceca l'essenza,
il suo luccichio fa perdere di vista ciò che è importante, anzi,
lo fa vedere sotto una luce diversa, una luce misera, che mette all'angolo.
La Moda sostituisce, non lascia spazio agli accostamenti.
La Moda è imperante, totalizzante.
La Moda detta, non è dettata.
La Moda proclama a gran voce e si fa vedere, irreprensibile ed appariscente.
Abiti di seconda mano, è giunta la vostra fine!
D'ora in poi, nessuno spazio all'inventiva,
alla diversità, misure unisex, monocromatismi:
unico flusso catalizzatore che sfocia nel nulla, che si finge tutto.
Le scuciture? Annullate!
Le maglie larghe? Azzerate!
I capi difettosi? Annientati!
La Moda mastica, inghiotte, travolge, la moda offusca tutto il resto.
La Moda è tremendamente falsa.
E' abitudinaria, eppure si maschera da novità.
E' omologatrice, però sembra fornirti un'ampia gamma di scelte.
E' viscida, perché accattivante.
E' eterna dittatrice, pur parendo passeggera.
La Moda ti rende inautentico, ti rende uguale a se stessa.
La Moda fagocita la libertà,
e l'unica possibilità che rimane per restare se stessi,
è andarci contro.
Non importa il senso di solitudine,
non importano gli scherni di chi la segue, di chi le è asservito,
non importa il sentirsi a disagio, disadattati e dissociati.
Non importa l'essere nudi, crudi e ruvidi.
La Moda non mi avrà mai.
La Moda non mi merita.
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